La Pieve romanica di San Pietro a Cascia, edificata fra il 1130 e il 1150 per volere della Contessa Matilde di Canossa, è considerata una delle più belle ed eleganti chiese del Valdarno Superiore. Arrivando nella piazza davanti alla chiesa si capisce come mai le è stato attribuito questo titolo.

 

La Pieve è situata nella località di Cascia, luogo in posizione strategia a causa della Cassia Vetus ( l’attuale Setteponti ) e della Via del Vino che confluiscono in questo luogo. Nel XIII° secolo la pieve aveva un ruolo molto importante nella zona, infatti dipendevano dalla pieve ben 23 chiese suffraganee. Inoltre, per molti anni, il Vescovo di Fiesole aveva anche il titolo di “ Pievano di Cascia” a dimostrazione dell’importanza della chiesa.

Fotografia frontale della Pieve di San Pietro a Cascia nel Valdarno

La bellissima facciata della Pieve romanica di Cascia di Reggello, decorata con arcatelle, è preceduta da un loggiato a quattro arcate, con colonne e capitelli classicheggianti. Esso, considerato uno dei più caratteristici del Valdarno, è stato aggiunto in epoca rinascimentale al fine di dare più armoniosità alla struttura e di offrire un riparo dal maltempo ai compratori del mercato che si svolgeva nella piazza.

I capitelli del loggiato esterno, costituiti da una composizione di figlie d’acanto riprendono lo stile di alcuni capitelli che si posso trovare all’interno della chiesa,senza però copiarli.

Nella parte superiore al loggiato rinascimentale si trovano dodici arcate cieche con cinque semi colonne di finto sostegno e altrettanti piccoli capitelli.

La torre campanaria a pianta quadrata che si trova alla destra della chiesa, risale ad un’epoca precedente rispetto alla struttura della pieve. Infatti essa era stata precedentemente costruita dai Longobardi nel VIII secolo con lo scopo di torre di guardia. La torre ha subito numerose modifiche che si visibili grazie alla diversa grandezza delle pietre usate per la sua struttura.

L’ultima grande modifica effettuata alla torre risale ai primi anni del 1800 quando vennero inserite nuove campane e furono aperte le grandi monofore che si possono attualmente ammirare. Dalla cima della torre si ha una vista mozzafiato su parte del Valdarno e sul paese di Cascia.

Scorcio sul camanile in pietra della Chiesa di Cascia di Reggello

Gli interni della Pieve di San Pietro a Cascia

Entrando nella Pieve di San Pietro a Cascia ci caliamo nella più classica architettura romanica. Troviamo infatti una pianta a tre navate, di cui quella centrale doppia rispetto a quelle due laterali. Le tre navate sono delimitate da 12 colonne (sei per ogni lato) sormontate da capitelli in stile corinzio. Gli interni della chiesa vengono illuminati dalla luce del sole che filtra da 24 strettissime monofore che si trovano sulle pareti esterne e sopra le campate delle colonne.

Vista interna della navata centrale Pieve di Cascia

La zona del presbiterio, delimitata da due pilastri quadrangolari, termina con un abside semicircolare nel quale si trova un crocifisso del 1200 scolpito su legno. Per un periodo di tempo l’interno della chiesa di San Pietro a Cascia era intonacato e affrescato. Oggi purtroppo non rimane traccia di questi affreschi se non per un piccolo dettaglio staccato che si trova nella navata sinistra raffigurante una annunciazione e attribuito a Mariotto di Cristofano.

Nella navata di sinistra ha trovato dimora per molti anni il “Trittico di San Giovenale” di Masaccio, un bellissimo dipinto riscoperto nel 1961 all’interno della chiesa dell’omonima frazione di Reggello. Attualmente il trittico si trova nel vicino museo Masaccio di arte sacra, nei locali dietro la pieve.

Se vi trovate nella zona di Reggello oltre ad ammirare le altre attrazioni che il suo territorio ha da offrire, la visita alla Pieve di Cascia è una tappa obbligatoria.