La Torre di Galatrona, ultima struttura rimanente di uno dei castelli più importanti del territorio, è una torre su pianta quadrata alta 27 metri che domina i centri abitati di Mercatale Valdarno, Torre e San Leolino dalla sua posizione strategica a 500metri s.l.m.

Il Castello di Galatrona si presentava come un piccolo villaggio fortificato da cinta muraria e due torri di avvistamento. Gli edifici del villaggio interno erano probabilmente di proprietà delle famiglie più abbienti mentre il resto della popolazione viveva nella campagna circostante. La torre, chiamata “ il torrione” e le tracce della porta di accesso sono gli unici elementi che rimangono dell’antico castello, mentre della seconda torre purtroppo non ci sono tracce.

La torre di Galatrona, costruita in pietra arenaria e murata a calcina, è stata restaurata nel 2007 e da allora grazie ai volontari “Gli amici del torrione” è aperta al pubblico ogni sabato e domenica da aprile ad ottobre. All’interno si possono trovare diversi reperti ceramici ritrovati durante i lavori ed ospita un percorso tematico sulla storia di Galatrona e il castello.

Salendo in cima alla torre si ha la possibilità di godere di uno dei panorami più belli sul Valdarno, con il Pratomagno e uno scorcio sulle colline del chianti.

 

La storia della Torre di Galatrona

Il primo documento che conferma la presenza del castello risale al 963 d.C. dove si parla del castello con il nome di “Castruna”. Però i reperti archeologici e i ritrovamenti della cinta muraria, che aveva uno spessore di quasi due metri, fanno pensare ad un insediamento avvenuto già in epoca tardo romana.

Nel medioevo il castello di Galatrona o di Castruna faceva parte del viscontado di Valdambra sul quale governavano i conti Guidi. Successivamente, con le guerre intraprese dai Tarlati di Arezzo contro i Guidi e gli Umbertini nel primo decennio del 1300, il castello passò in mano ai Tarlati, che rimasero padroni del castello fino al 1335. In quell’anno il vescovado con il castello di Galatrona, a causa del declino del comune di Arezzo, passò in mano alla città di Firenze.

Durante il controllo di Firenze il castello di Galatrona fu aggregato a quelli di Cennina, Bucine, San leolino e la vicinissima Torre.
Il castello di Galatrona, dopo essere stato coinvolto nella lotta fra i medici e la repubblica senese avvenuta nel XVI secolo, dipese dalla vicina Bucine e negli anni successivi fu abbandonato e lasciato in balia della natura.

 

Come arrivare alla torre di Galatrona

Il modo più interessante e coinvolgente per visitare la torre di Galatrona è tramite un percorso a piedi che parte dal cimitero di Mercatale. Lasciata qui l’auto è possibile proseguire a piedi verso la Pieve di Galatrona che contiene al suo interno alcune opere dei della Robbia. Successivamente, sempre accompagnati da uno splendido panorama, si passa la villa della fattoria di Petrolo e si svolta a destra seguendo le indicazioni per la torre.

Pochi metri dopo la deviazione è possibile proseguire su un sentiero pedonale segnato dal CAI che passa attraverso un bosco di querce e corbezzoli e, dopo qualche minuto, sarà possibile intravedere la maestosa torre a pianta quadrata.

Se invece si hanno problemi con le lunghe camminate è possibile parcheggiare l’auto in un apposito piccolo parcheggio e proseguire gli ultimi 5 minuti a piedi costeggiando una splendida vigna con vista sulla torre e godere dei profumi e suoni della natura. Altrimenti è possibile arrivare fino all’entrata della torre con la macchina, ma è altamente consigliato un fuoristrada.

 

La visita alla torre di Galatrona

La torre si presenta maestosa sotto agli occhi dei visitatori, con i suoi lati di circa 7 metri e la sua altezza di 27. Entrando nella torre  tramite una scalinata si arriva sul primo piano dove si viene accolti dai volontari che cordialmente invitano a lasciare una piccola donazione per il mantenimento della torre e per firmare un libro dei visitatori.

In questa sala, larga come le altre superiori solo 3,80mt (a causa dello spessore delle pareti) è possibile vedere, attraverso una botola, il seminterrato sottostante che aveva la funzione di cisterna e che è tutt’ora completamente impermeabile.

Si possono salire poi i 6 piani della torre nei quali sono esposte varie fotografie che raffigurano il paesaggio circostante, la torre prima e dopo la ristrutturazione e la chiesa di Galatrona. Oltre alle fotografie sono presenti alcune teche che contengono reperti ceramici ritrovati e restaurati.

Salendo sulla terrazza si apre al visitatore uno dei più meravigliosi paesaggi del Valdarno. Da qui si vede tutto il Pratomagno con i paesi di Loro Ciuffenna, Reggello e tutte le balze del Valdarno. Si nota il letto dell’Arno e i paesi di Montevarchi e San Giovanni che ne seguono il flusso. Volgendo lo sguardo verso Arezzo si vedono i campi coltivati della Valdambra e le colline del chianti con la loro fitta vegetazione.

Questo punto panoramico merita di essere ammirato con calma ed è consigliabile portare con se anche un binocolo per poter scorgere i dettagli in lontananza come le pale eoliche di Secchieta o la torre rossa di Loro.

Ricordiamo che la visita gratuita alla torre è resa possibile grazie ad un gruppo di volontari: ” Gli amici del Torrione”. Una offerta è caldamente consigliata.

 

 

APERTURA
da Aprile a tutto Ottobre

tutti i sabato pomeriggio dalle 15,00 alle 19,00
tutte le domeniche dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 19,00

Per informazioni:

Tel. +39 055 9707336
Cell. +39 333 3768631